mercoledì 1 maggio 2013

E' arrivata primavera, Landini.



Adoro Maurizio Landini. Tutte le volte che lo vedo in televisione sento salirmi dentro una eco lontana di lotte proletarie, di sudore condiviso, di canti popolari e mani serrate sulla chiave inglese, che non si sa mai. Quando la sua oratoria fiammeggiante tracima dagli altoparlanti non c’è muro che la contenga: sfonda il portone di casa, dilaga sulle scale, invade gli appartamenti altrui e conquista il condominio intero. Le conseguenze sono imprevedibili: il notaio Panzacchi, che vive al terzo piano e non ha mai votato più a sinistra di Storace, ha mollato tutto, si è iscritto alla Fiom e ora stampa lamiere per la GD; la signora Sgargi ha sfanculato i quattro figli e ha fatto testamento a favore del reparto pressa di Pomigliano; Michelle, noto parrucchiere del centro, s’è fatto crescere la barba, gira in canottiera e si spalma il grasso da moto nei capelli, perché dice che la classe operaia è fashion.
Intanto il barboncino di Pinotti, che s’è incazzato, abbaia l’Internazionale.
Dopo aver visto compiersi questi prodigi, grazie alla sola voce del mio adorato, come non credere che grazie a lui tutto sia possibile? Persino le cose più assurde, inconcepibili, inaudite!
Tipo l’esistenza della sinistra.
Così ieri mi reco a sentirlo dal vivo, in occasione di un dibattito a sostegno del referendum sulla scuola, quello che vede tutta la sinistra unita contro il suo avversario più tenace: il Pd.
Gli oratori che lo precedono fanno un esauriente quadro della situazione, riassumibile in poche parole: "C’abbiam messo 1000 anni a togliere la scuola ai preti e ora voi gliela ridate?"
Sottotitolo dell'esposizione: "Ma sarete stronzi?"
A me, confesso, girano le balle, perché prima del mio eroe parla una tizia della Cgil che sembra dare ragione alla tesi di Grillo sulla necessaria estinzione dei sindacati. Con un' enfasi da scuola quadri anni 70, le pause retoriche di craxiana memoria e lo sguardo da “io so tutto”, addormenta 18 pensionati in tre minuti, scazza tutti i dati e genera una diaspora di massa verso la scuola privata.
Poi tocca a Lui.
C’è da dire che l’attesa non è per nulla spasmodica, non è che dodici pullman scesi da Rovigo o una delegazione di fan di Sidney possano far pensare chissà cosa. E’ anche del tutto irrilevante che ci siano 48 sbarbine liceali in prima fila che si strappano le magliette e gettano i reggiseni sul palco. E’ semmai deplorevole che facciano la stessa cosa le 48 pensionate della seconda fila, ma per la gloria del proletariato s'è subito di peggio.
Comunque c’è un buon clima, l’aria densa di umori si taglia con un coltello e il formaggio portato da Michelle anche, perché l’aria fritta raccontata dalla sindacalista c’ha messo un po’ di languorino e così…
Maurizio inizia a parlare. Dice solo: “Sono un po’ stanco…”
E’ subito boato! In galleria fanno la ola, in platea si stappa champagne, le liceali si strappano i capelli, le pensionate i baffi e i pensionati in terza fila le dentiere. Le iscrizioni alla Fiom salgono del 28%, con anche un nuovo iscritto alle Cayman, e a Marchionne va di traverso un chicco di caviale beluga invecchiato 12 anni, spalmato di foie gras, intinto nell’aceto balsamico, ricoperto di praline di tartufo bianco di Alba, aromatizzato all’aragosta e verniciato di oro zecchino. E per fortuna che c’è Landini perché se devi augurarglielo è un casino: “T’andasse di traverso un chicco di caviale beluga invecchiato 12 anni, spalmato...”, e ti sei già scordato.
Poi Maurizio inizia a parlare a braccio, con passione, ricordando a tutti il perché nella Costituzione italiana c’è scritto che la scuola è e deve rimanere pubblica. Un senso di ipnosi collettiva si impadronisce della sala, sembra che Landini ci abbia in pugno tutti quanti. Per quello che mi riguarda, potrebbe anche chiedermi di andare a votare per Capezzone e io ci andrei.
Uhm...beh forse proprio per Capezzone no. Ma per esempio il Pd, se Maurizio me lo chiedesse, potrei anche votarlo. 
Ma cosa vado a pensare, figurati se Landini mi chiede di votare per il Partito Democristiano.
Intanto la sua oratoria decolla. Crescono i decibel, vibrano i diapason, si frantumano gli amplifon. Un umarell si alza dalla platea e grida: “Sciopero perdio!!!”. La moglie gli tira la giacca: “Ma cosa scioperi Mario, che sei disoccupato?! Prendi la pillola e stai buonino, su”
Il cane di Pinotti attacca Bella ciao e noi tutti ci sentiamo partecipi di un grande movimento che parte dalla Resistenza, passa per Che Guevara, beve un buon rosso con Berlinguer e culmina negli asili pubblici della città di Bologna.
Poi Maurizio tira un ultimo acuto e conclude. La sala esplode, le pensionate non san più cosa tirare e così tiran delle madonne, la Fiom vola al 98% di gradimento e i bambini chiedono a Babbo Natale di regalargli un set di chiavi inglesi.
“Grande!”, grido io.
“Mitico!”, sottolinea la sala.
“Socmel!”, ammette la tipa della Cgil.
E’ un trionfo. Si contano tonnellate di donazioni per il referendum, 450 nuovi volontari e la certezza inconfutabile che votare A, porca pupazza, è l’ultima cosa rimasta.
In questo cazzo di paese di serie B.

4 commenti:

  1. Post colossale! non ho altre parole...

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  2. Credo che ritaglierò questo commento e me lo attaccherò in camera... Grazie!

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  3. Mi commuovo e mi riconosco:
    diplomata al classico e poi laureata in architettura col massimo dei voti, di professione grafica insoddisfatta e sfruttata ma stabile con tredicesima e quattordicesima, amante del cinema impegnato, del sushi e di alcuni rossi doc (vini), eccetera.

    - ciononostante -

    per andare nella piazza del primomaggio ho indossato con fierezza la mia bella felpa FIOM (e c'era un caldo bestia).

    - (se non è amore questo) -

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  4. E' amore. Ed è la conferma del fatto che non c'è nulla da fare: i Primi Maggi vanno sudati...
    (Grazie, tra l'altro)

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